Se c’è un’eredità del XX secolo che il Piemonte ha saputo cogliere, è sicuramente quella del jazz. Lo dimostrano il gran numero di concerti e i cartelloni di primissimo livello per cui Torino detiene un primato assoluto, e la programmazione di grande richiamo dei numerosi festival, che costituiscono ormai degli attesi e apprezzati appuntamenti. Un filo rosso scandito da jam session carbonare, hot e swing club, che si dimostra catalizzatore di entusiasmi, di night session di straordinaria intensità e di programmi originali che spesso diventano una festa per tutti, capace di coinvolgere un’intera città.
Grandi artisti della scena internazionale e talenti emergenti, giovani promesse e nomi di prestigio a far tardi insieme: la formula, ormai sperimentata con successo in questi anni, è quella di Moncalieri Jazz 2009, che per venti giorni trasforma la città, in cui il ritmo per le strade diventa quello del jazz. E’ infatti il suo sound - refrattario alle gabbie stilistiche, per sua natura legato al cambiamento - ad uscire dai teatri per contagiare le piazze, le scuole o i locali del centro storico di Moncalieri, allettando gli appassionati del genere e seducendo nuove generazioni di appassionati.
Il jazz come matrice culturale sulla quale si innestano e si sviluppano esperienze musicali diverse, con colori e sonorità provenienti da tutti gli altri generi musicali e dalle diverse parti del pianeta: sempre molto ricca la varietà e articolazione di proposte, che rendono la manifestazione una occasione importante del panorama culturale regionale. In concerto jazzisti di fama, accanto tutta una serie di momenti collaterali con letture tratte da opere dedicate ai grandi musicisti jazz, convegni e filmati che si propongono di restituirci il senso più autentico e profondo della tradizione culturale musicale afroamericana, in una dimensione che unisce al fascino dello spettacolo dal vivo stimolanti occasioni formative e didattiche.
Rivolta agli appassionati e ai conoscitori, ma forse soprattutto a chi, curioso e interessato, vuole avvicinarsi alle molteplici espressioni di un linguaggio musicale avvincente e desidera vivere l’esperienza di eventi musicali in cui tra musicisti e pubblico si stabiliscono fili sonori d’intesa, il Festival ci porta anche quest’anno non una, ma molte musiche, a porre in risalto la vitalità e la ricchezza di un linguaggio musicale che più di ogni altro dimostra di sapersi rinnovare e trasformare grazie a confini immancabilmente aperti, affermando la propria straordinaria attualità.
GIANNI OLIVA Assessore alla Cultura e alle Politiche Giovanili Regione Piemonte