
In collaborazione con RadioScrigno – RadioRai —Via Asiago 10

Una serata davvero particolare. Una lunga tradizione jazzistica da rispettare, un evento fra tradizione e attualità. Torino è sempre stata una delle capitali del jazz italiano, sia per la gran quantità di musicisti che ha sfornato, sia per l’accoglienza ai grandi miti americani.
Il primo a visitare la città, guarda caso, fu proprio Louis Armstrong, negli anni Trenta, quando il jazz non si sapeva nemmeno cosa fosse (e quel poco che si sapeva veniva puntualmente censurato), in seguito, a partire dall’immediato dopoguerra, la città ospitò una lunga serie di rassegne, festival o manifestazioni isolate che negli anni costituirono un’autentica manna per tutti gli appassionati. Città viva, che ha visto nascere (e purtroppo morire), hot-club, jazz club, cantine e piccoli locali espressamente dedicati alla musica afro-americana.
Oggi lo scenario è un po’ cambiato.
Il jazz è diventato, se possibile, ancor più cosmopolita, soffre di omologazione, ma fortunatamente non ha perso il suo smalto, la sua missione, quella di essere in qualche modo musica “altra”, fuori dagli schemi. Dai paracarri evocati in una celebre canzone di Conte, piemontese doc, alla Dolce vita, vera o presunta, con cui dovettero fare i conti i jazzisti che sbarcarono a Roma negli anni Sessanta, primo fra tutti Dino Piana. Una situazione di grande euforia, fra night e jam-sessions in un clima di torrida creatività.

La serata all’Auditorium ripropone questo ideale passaggio, costituendone per certi aspetti la metafora. Da Riccardo Zegna a Dino Piana, passando per “gli amici di Nunzio Rotondo”, da Danilo Rea a Dodo Goya, fino a Bruno Biriaco (musicisti che hanno suonato con il trombettista in varie epoche), il quale è tornato a sedersi dietro i tamburi dopo anni di sola direzione orchestrale proprio per omaggiare il suo antico leader.
Una dream band a tutti gli effetti si può senz’altro definire la formazione Uomini in Frac, quanto di meglio possa offrire lo scenario attuale in fatto di live-music.
Tutto questo per omaggiare un grande del jazz italiano, Nunzio Rotondo, che pubblica il suo secondo disco per la collana “Via Asiago 10”, dal titolo “The Legend”. Giustamente. Una serata evento, grazie anche alla partecipazione di Enza Sampò, torinese doc, che proprio in questi giorni festeggia i suoi 50 anni (senz’altro i primi) di televisione. Una carriera straordinaria partita proprio da via Verdi.
Dario Salvatori

Un concerto/evento condotto da Dario Salvatori per la presentazione dell’ultimo disco per la collana “Via Asiago, 10” con un omaggio a Nunzio Rotondo, uno dei trombettisti jazz italiani più importanti degli anni ’60.
Secondo tema della serata sarà il legame che, da sempre, unisce le città di Torino e Roma; la Radio nata proprio in Piemonte dove ha mosso i primi passi e dove si sono esibiti i primi grandi musicisti in celeberrime trasmissioni musicali. Infine “Uomini in Frac”, progetto dedicato alla figura di una delle più grandi voci italiane, realizzato da Peppe Servillo e Furio Di Castri.

Auditorium Rai “A. Toscanini” piazza Rossaro – Torino ore 21.00