
Jack DeJohnette (drum - vocal)
Marliu Miranda (vocal - percussion)
John Surman (reedsi)
Ben Surman (elettrinics - sampless)
Jerome Harris (bass - vocal)
Si tratta di un autentico intellettuale del jazz: lo studio e l’interesse lo portano a frequentare ogni linguaggio, dall’hard bop alla fusion, dal free al post bop.
Nasce come pianista per diventare quindi batterista, privilegiando del suo strumento l’enfasi ritmica e l’estro improvvisativo.
La sua carriera professionistica ha inizio con gli anni ’60 al fianco di John Coltrane, e Jackie McLean.
Nel ’66 è a New York quando viene ingaggiato da Charles Lloyd, che gli consente di entrare stabilmente nel suo quartetto per un paio d’anni.
La visibilità ottenuta fa sì che lo noti Miles Davis che lo chiama al posto di Tony Williams: è il 1969 e fino al 1972 sarà al fianco del trombettista.
Con lui lavora a Bitches Brew, disco che viene considerato il manifesto del jazz elettrico o del jazz rock. In questa occasione De Johnette conosce Keith Jarrett, con cui più avanti collaborerà proficuamente. Quindi il batterista approda alla prestigiosa etichetta tedesca della ECM con cui registra come leader e sideman diversi lavori.
Directions, New Directions e Special Edition sono i nomi dei combo che lo fanno approdare alla fine degli anni ’70 sulle ali di un successo sempre crescente.
Nel 1983 Keith Jarrett e diventa il batterista del suo Trio, alternando a questo impegno la partecipazione a progetti con l’ottimo sassofonista inglese John Surman (con cui si presenta a Moncalieri), il trio Gateway e altri musicisti.
Nel 2006 De Johnette con il Trio Beyond pubblica "Saudades" per l'etichetta tedesca ECM. Saudades è un doppio live registrato durante un concerto che il trio ha tenuto alla Queen Elizabeth Hall di Londra il 21 novembre del 2004. I brani sono presi principalmente da due album del repertorio del Tony Williams Lifetime, ma non mancano alcuni classici come la nota "Seven Steps To Heaven" di Miles Davis.
Fonderie Teatrali Limone via Pastrengo, 88 – Moncalieri
Doppio Concerto - 1° concerto ORE 20:30; 2° concerto ORE 22:30

Luca Manutza (Pianoforte)
Daniele Tittarelli (Sassofono)
Luca Bulgarelli (Contrabbasso)
Roberto Gatto (Batteria)
Il suo debutto professionale risale al 1975 con il Trio di Roma (Danilo Rea, Enzo Pietropaoli). Ha suonato in tutta Europa e nel resto del mondo con i suoi gruppi ed insieme ad artisti internazionali.
Roberto Gatto, nato a Roma il 6 ottobre 1958, è uno dei più interessanti batteristi della scena europea, all’occorrenza ottimo sideman e eccellente bandleader, sempre entusiasta e propositivo in tutti i numerosissimi progetti che l’hanno visto protagonista.
Gatto, seduto dietro ai suoi tamburi ha saputo viaggiare per il mondo dei suoni come pochi, partendo dal jazz e scoprendo tutta la musica.
Il suo viaggio l’ha portato ad incontrare Bob Berg, Steve Lacy, Johnny Griffin, George Coleman, Dave Liebman, Phil Woods, James Moody, Barney Wilen, Ronnie Cuber, Sal Nistico, Michael Brecker, Tony Scott, Paul Jeffrey, Bill Smith, Joe Lovano, Curtis Fuller, Kay Winding, Albert Mangelsdorff, Cedar Walton, Tommy Flanagan, Kenny Kirkland, Mal Waldron, Ben Sidran, Enrico Pieranunzi, Franco D'Andrea, John Scofield, John Abercrombie, Billy Cobham, Bobby Hutcherson, Didier Lockwood, Richard Galliano, Christian Escoudè , Joe Zawinul, Bireli Lagrene, Pat Metheny e in tempi recenti ha celebrato con lo spettacolo “Uomini in Frac” Domenico Modugno e si ritrova costantemente al fianco di Gino Paoli per “Un Incontro in Jazz”.
Con “Traps”, registrato il 10 e 11 settembre 2006 all’Auditorium della Casa del Jazz di Roma, firma il suo 12° album in qualità di leader, il terzo per la CAM Jazz, dopo “Rugantino” (2000), rilettura delle musiche scritte da Armando Trovaioli per l’omonima commedia musicale, e “Deep” (2003). Racconta ”In “Traps” ci sono espliciti riferimenti alla storia del jazz, ma considero “Traps” un disco italiano, nel quale io e i musicisti che l’hanno inciso con me abbiamo fatto ricorso alla nostra natura più melodica”.
Fonderie Teatrali Limone via Pastrengo, 88 – Moncalieri
Ore 21.00

Roy Haynes (Batteria)
Martin Bejerano (Pianoforte)
David Wong (Contrabbasso)
Jaleel Shaw (Sassofono)
Oltre ad essere ritenuto uno dei musicisti più originali nel suo genere Roy Haynes è anche uno dei batteristi della scena jazz più registrati e longevi. Ha suonato con notevoli risultati e consensi di pubblico e crititca tutti i principali stili del jazz, dal bebop all'avanguardia, con notevoli doti di leader, ha accompagnato con notevole spigliatezza una cantante come la Vaughan e un musicista come Coltrane in uno dei suoi periodi più roventi.
Roy Owen Haynes ("Snap Crackle") nasce a Roxbury, il 13 marzo 1925. Inizia la sua straordinaria carriera da batterista nel 1945 e dopo poco tempo viene chiamato dal mitico sassofonista Lester Young con cui suona dal 1947 al 1949.
Successivamente negli anni 50, Haynes entra a far parte di gruppi leggendari al fianco di Charlie Parker(1949-1952), Bud Powell, Stan Getz, Sarah Vaughan ((1953-1958), Thelonious Monk, Lennie Tristano,Miles Davis. Il suo bagaglio tecnico, la cifra stilistica assumono spessore e peso tali da renderlo unico ed insostituibile e quindi Haynes prosegue la sua carriera di contesissimo sideman di lusso per tutti gli anni anni 60.
Dapprima è con Eric Dolphy, poi assieme a John Coltrane (come sostituto di Elvin Jones, durante le sue assenze dovute ai problemi con la droga).
Successivamente viene chiamato da Stan Getz e Gary Burton, per le loro rispettive tournèe. Ed è in questo periodo che Haynes sente l’esigenza di diventare band leader in differenti formazioni denominate "Hip Ensemble”.
La sua produzione discografica più recente è concretizzata da una serie di pregevoli lavori come “The Roy Haynes Trio”, “Fountain of Youth” e “Where As” usciti per Verve records e Dreyfus Records.
I riconoscimenti della statura di Haynes sono stati in realtà abbastanza tardivi: nel 1994, Haynes vinse il prestigioso premio Danish Jazzpar Prize, e nel 2004 fu inserito nella Down Beat Jazz Hall of Fame.
Il figlio di Roy, Graham Haynes, è un noto trombettista e suo nipote, Marcus Gilmore, è una promessa della batteria jazz.
Fonderie Teatrali Limone via Pastrengo, 88 – Moncalieri
Ore 21.00