Venerdì 17 novembre
Fonderie Teatrali LIMONE
1° concerto ORE 20:30
2° concerto ORE 22:30
Photo Gallery
DEE DEE BRIDGEWATER VOCAL
EDSEL GOMEZ PIANOFORTE
IRA COLEMAN BASS
MININO GARAY PERCUSSIONI
ALL STARS MALIEN BAND
KABINE KOUYATE CHANTEUR
MAMANI KEITA CHANTEUSE
MOUSSA SISSOKHO DJEMBE
LANSINE KOUYATE BALAFON
YAKHOUBA SISSOKHO KORA
BABA SISSOKO TAMANI - TALKING DRUMS
Dee Dee Bridgewater è una cantante dotata di una voce superlativa e della straordinaria capacità di riuscire ad interpretare con autorevolezza e carattere qualsiasi brano. Non stupisce così che, dopo essersi misurata con il repertorio di Ella Fitzgerald, la si ascolti in un omaggio alla canzone francese nel cd “J'ai deux amours” ed ora, forte dell'esperienza del recente viaggio in Mali, si addentri in un nuovo progetto musicale fortemente connesso con la musica africana e quindi con le radici più autentiche del jazz.
Artista statunitense, originaria del profondo sud, Memphis, Tennessee, che già diede i natali ad Elvis Presley, cresce a rhythm and blues e rock and roll. Ma è il jazz ad attrarla, forse perché sente di potersi misurare con le leggendarie voci di Ella, Sarah Vaughan e Dinah Washington. La notano subito in molti, tra i jazzisti che contano: nel '71 è la cantante della Thad Jones-Mel Lewis Orchestra, una delle più celebri in quel periodo. Incitamento e sprone alla sua naturale predisposizione al canto, giunge dalle collaborazioni con Sonny Rollins, Pharoah Sanders, Dizzy Gillespie, Dexter Gordon, Cecil McBee, tra gli altri, e Max Roach, con cui dà nuova vita a “Freedom Now Suite” esibendosi nella St. Peter's Church di New York. La sua voce appare nelle incisioni di Stanley Clarke, Roland Kirk, Frank Foster, Buddy Terry e Norman Connors. Nel '74, partecipa al musical "Il Mago di Oz” e realizza la sua prima registrazione per l'Atlantic cui segue “Just Family” prodotto da Stanley Clarke, con Corea e George Duke, Ray ed Eddie Gomez, Alphonso Johnson e Airto Moreira. Nell'84, grazie ad un altro musical, "Sophisticated Ladies", Dee Dee sbanca Parigi, dove decide di stabilirsi. Due anni più tardi, è Billie Holiday nello spettacolo "Lady Day", mentre il suo primo cd francese, “Live in Paris”, dell'87, le assegna un posto d'onore nel cuore del pubblico transalpino. L'universo del pop le tributa onori per il duetto con Ray Charles di “Precious Thing” e per la vittoria di Sanremo, gli amanti della classica per la sua interpretazione della Carmen di Bizet, ma il jazz rimane la sua musica, nonostante la sua voce, ricca di un raro carisma blues, sia in grado di rivestire ogni interpretazione.
IL PROGETTO MALIANO DI DEE DEE BRIDGEWATER
“Negli ultimi anni ho sentito un profondo desiderio di localizzare e comprendere la mia origine africana. Non potendo risalire alle mie radici abbastanza indietro nel tempo da collegarmi direttamente alla mia terra madre, mi sono rivolta alla musica, alla musica africana.
Io speravo che nell'ascoltare la musica dei vari paesi dell'Africa nera ne potessi trovare uno che mi parlasse con una innegabile forza spirituale. Questo paese è stato il Mali.
I “blues” del Mali¸ la mia inspiegabile attrazione verso la terra rossa <segno delle forze della vita e terra dei miei antenati>, la mia stupefacente somiglianza alla tribù maliana chiamata “Peul”, confermano la mia intensa sensazione, provata nel mio primo viaggio a Barnako, nel Mali nell'agosto del 2004, che il Mali era la mia casa. Io ero accompagnata in questo viaggio da Jean-Marie Durand, mio marito e partner in queste esplorazioni, e dalla nostra guida, “le guerrier” Cheick Tidiane Seck, un pilastro della musica maliana.
I ritmi sincopati delle composizioni di Horace Silver suscitarono il mio primo desiderio di ritornare alla origine dei “Tamburi” dopo il lancio del mio CD “Love and Peace: un tributo a Horace Silver”(1996).
Il mio sogno è mescolare voci maliane, musica e strumenti tradizionali con le tradizioni musicali e vocali del Jazz nero americano.
Questo è il momento per me di fare esperimenti nella mia musica, proprio come i musicisti hanno sempre fatto da tempo immemorabile. Dal momento che la voce è considerata il primo strumento, questo è importante.
DEE DEE Bridgewater
Settembre 2006