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CURTIS FULLER quintet
”HISTORY JAZZ CLASSIC"
CURTIS FULLER: trombone
JAVON JACKSON: sax tenore
RONNIE MATHEWS: pianoforte NAT REEVES: contrabbasso
TONY REEDUS: batteria
Curtis DuBois Fuller è nato a Detroit, Michigan, il 15 dicembre 1934. Comincia a suonare il sax baritono, ma durante il servizio militare, all’età di diciannove anni, passa al trombone, e suona con i fratelli Adderley e Junior Mance.
Da allora la sua ascesa è costante grazie allo straordinario talento che mette al servizio di innumerevoli musicisti: prima con Kenny Burrell, quindi con Yusef Lateef, con cui arriva New York nel ’57 per incidere due album per la Savoy e uno per la Verve, prodotto da Gillespie. Qui finisce per suonare con Miles Davis, Lester Young e lo stesso Dizzie. Cresce la sua fama e viene ingaggiato dalla prestigiosa etichetta Blue Note: in otto mesi registra sei album come leader e compare in altri quindici affiancando musicisti del calibro di Coltrane, Bud Powell e Clifford Jordan.
A pieno titolo è considerato uno dei protagonisti assoluti di quella straordinaria prolifica stagione del jazz a New York alla fine degli anni ’50. Sempre alternando progetti da leader, entra nel Jazztet di Benny Golson con l’esordiente McCoy Tyner, e quindi, dal '61 al ’65, nei Jazz Messengers di Art Blakey. La formazione per l’occasione diventa un sestetto: Fuller, con la direzione di Blakey, si trova al fianco di Freddie Hubbard, Wayne Shorter, Cedar Walton e Jymie Meritt; insieme costituiscono la più emozionante formazione della storia dell’hard bop. Da allora continua a registrare dischi, a partecipare a festival e tournèe. A ragione si può considerare uno dei più ricercati e contesi session man del jazz, grazie alla sua straordinaria personalità, al lirismo delle sue improvvisazioni ed all’ingegno del compositore che esprime grazie alla impeccabile tecnica ed al felice fraseggio, agile quanto quello di un trombettista. Critica e pubblico lo considerano maestro indiscutibile del suo strumento perché capace di esprimere la frase melodica con rara efficacia oltre che ricoprire con versatilità ruoli ritmici.
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