Auditorium "Majorana"

Appuntamento con la cinematografia Jazz

MARTEDI 7 NOVEMBRE

ORE 20:45
Sala del cinema "King Kong Castello"
Via Alfieri, 44 Moncalieri

Proiezione del film "Accordi e Disaccordi" regia di Woody Allen, il film sarà preceduto dall'esibizione del trio "Djangology"
Marco Parodi (chitarra), Lorenzo
Caresana (chitarra),
Francesco Bertone (contrabbasso)

Accordi e disaccordi ( USA 2000 col. 1.63' )

L'amore di Allen per il jazz è ormai noto, clarinettista dilettante ricorre spesso al lavoro di Dick Hyman musicista veterano per molte soundtracks dei suoi film. Il film narra la storia e la personalità di un chitarrista degli anni '30, Emmet Ray. Il secondo chitarrista del mondo, dice lui.
Ma è puttaniere, pappa, cleptomane e ubriacone, usa le donne e le getta, è sempre al verde, ha un senso etico da far accapponare la pelle, ritiene il massimo del divertimento e del brivido andare a sparare ai topi nelle discariche e a vedere passare i treni, e una forma
d'invidiosa ammirazione per un certo zingaro che vive in Francia, il mitico Django Reinhardt, la cui sola visione lo fa svenire e non si sa bene se per invidia o ammirazione.
Accordi e disaccordi che non ha avuto in America un grande successo è il primo film, dai tempi di "Alice", in cui non compare Allen né come attore protagonista, né come (in Celebrità) commentatore.
Sean Penn, pur non essendo un campione di simpatia, è bravissimo qui a comunicare la schizofrenia tra il genio musicale (per inciso, si direbbe che Penn suoni veramente bene la chitarra, sono le sue mani che corrono sulle corde) e la sgradevole personalità di Ray Emmet. E giustamente è stato candidato all'Oscar, ma non meno brava di lui è la seconda candidata all'Oscar del film, Hattie (Samantha Morton), una ragazzina muta che fa la lavandaia e mangia come un lupo, e che il divoratore di donne per un po' si tiene accanto (si suppone9 per l'adorante espressione di ammirazione con cui lo guarda - salvo mollarla velocemente quando compare una fatalona di alto bordo (Uma Thurman), e ritrovarla troppo tardi. Ed è, l'ultimo incontro, l'unico momento autenticamente emotivo di questo strano film, elegante, freddo, elusivo, in cui l'unica vera passione e quella per la musica.